Canali di Bunski
Descrizione
I canali di Buna sono un fenomeno naturale sul fiume Neretva, formatosi attraverso processi fluviali nel punto in cui il fiume Buna confluisce nella Neretva, nei pressi del villaggio di Buna, a sud di Mostar, lungo la strada statale M-17 Mostar–Čapljina. In questo luogo speciale, l’intera Neretva si riversa in un canale stretto largo poco più di tre metri e lungo circa 850 metri, per poi unirsi alla Buna oltre una barriera di travertino in uno scenario unico di cascate di travertino.
Dopo aver attraversato il canale, la Neretva si calma e si allarga, assumendo un carattere di corso pianeggiante. Il fenomeno è visibile esclusivamente con livelli d’acqua estremamente bassi della Neretva, nel periodo estivo, quando le dighe hanno portato il fiume al minimo biologico. I canali di Buna sono una destinazione riconoscibile per il foto-turismo e per gli amanti della natura. Esistono proposte per la tutela legale di quest’area.
L’incontro di due fiumi
I canali di Buna non sono solo una curiosità idrologica — sono uno dei pochi luoghi in cui si possono raggiungere con le proprie mani entrambe le rive del fiume che, in condizioni normali, scorre largo centinaia di metri.
Quando il livello dell’acqua della Neretva scende al minimo biologico, l’intero fiume si comprime in un canale simile a una gola, stretto e blu, che si estende per quasi un chilometro attraverso la bassa vegetazione dell’Erzegovina. Alla fine di quel canale, oltre la barriera di tufo, arriva silenziosamente Buna — e lì i due fiumi si abbracciano in un unico corso.
Un paradiso per i fotografi
I canali di Buna attirano di anno in anno sempre più visitatori che vengono per scattare fotografie impossibili da realizzare altrove in Bosnia ed Erzegovina. Il contrasto tra il canale stretto e verde scuro e i prati circostanti del campo di Neretva rende ogni scatto d’effetto.
Oltre al valore fotografico, il sito ha anche un notevole potenziale scientifico — le barriere di tufo e i processi fluviali che modellano questa foce sono oggetto di studio da parte di biologi e geografi. Le proposte di tutela legale di quest’area sono attive, ma la protezione non è ancora stata formalizzata.
